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Ultima cena di Marchesi a l’Albereta di Erbusco, che riparte con un nuovo modulo

Cenone di Capodanno speciale e irripetibile quello che si celebrerà domani sera al ristorante l’Albereta di Erbusco (foto) che da vent’anni lega il proprio nome a quello di Gualtiero Marchesi. Speciale e irripetibile non per questioni di piatti.

L'Albereta di Erbusco
La cena di domani, infatti, è l’ultima che vedrà il grande maestro della cucina italiana ai fornelli del sito franciacortino realizzato nel 1993 dall’imprenditore Vittorio Moretti, presidente della Holding Terra Moretti. Poi da mercoledì 1° gennaio 2014 ognuno andrà per la propria strada. Una strada ampiamente programmata dai protagonisti di questa storia intrigante che “TerraNostra” documenta dando la parola ai diretti interessati.

Gualtiero Marchesi
Per Marchesi (foto) si tratta di aspettare la ristrutturazione del castello medievale di Agrate Conturbia, nel Novarese, rilevato nei mesi scorsi con un contratto di affitto e dove sorgerà un nuovo resort con ristorante (sono previste 20 camere e 13 suite, più una Spa. <I lavori di ripristino – dichiara l’illustre cuoco – sono iniziati prima di Natale e prevediamo si concludano entro il 2014, in modo da essere pronti per Expo2015>. Nel frattempo il primo italiano tre stelle Michelin (nel 1985, ma in seguito le rigetterà) si dedicherà con buona parte della brigata de l'Albereta in uscita a “il Marchesino” di Piazza della Scala a Milano, nonché ai numerosi impegni che ha in giro per il mondo, anche come presidente del Comitato per la storia dell’alimentazione istituito in seno a Expo2015.

Meno scontata, ma non per questo non programmabile, è la nuova pagina che si appresta a riempire l’Albereta: oltre al ristorante anche un hotel Relais & Cateaux con 57 camere, di cui 9 suite e 11 junior suite. L’uscita di Marchesi avrà certo il suo peso, ma chi conosce la tempra di Vittorio Moretti e della sua stirpe, sa che si tratta di imprenditori razionali, abituati a decidere con la dovuta ponderazione. E la scelta fatta è già ben concepita, con l’intera brigata di cucina che verrà rimpiazzata pressoché integralmente da una nuova che risponderà al nuovo cuoco. Di cui non si conosce ancora il nome, ma che per certo sarà un bravo interprete della cucina del territorio.

Dice Vittorio Moretti: <Con Gualtiero Marchesi abbiamo trascorso molti anni insieme: venti per la precisione. In questo periodo siamo cresciuti sia come hotel, sia come ristorante, nel comune obiettivo di far conoscere la Franciacorta, il suo territorio, le sue bellezze al mondo intero. Certamente Marchesi con la sua cucina, la sua cultura e il suo grande senso dell’ospitalità ha largamente contribuito a raggiungere questo traguardo. Proseguiremo con questo stesso spirito, cercando nuovi approcci e nuovi modelli di ristorazione e accoglienza, nella consapevolezza che i gusti, i modi di viaggiare e gli stili di vita e consumo stanno cambiando fortemente, ponendoci la sfida di un aggiornato e dinamico rinnovamento dell’offerta>.

Carmen Moretti de Rosa
Che tipo di rinnovamento sarà lo spiega Carmen Moretti de Rosa, vice presidente della Holding e responsabile della divisione hotellerie (comprende anche l’Andana e Casa Badiola nella Maremma toscana), cominciando dall’offerta ristorazione collegata all’Espace Vitalité Henri Chenot che <oggi vede la clientela dell’albergo utilizzare la ristorazione dello spazio benessere in una percentuale del 60 per cento. Molti di loro lo fanno in maniera “integrale”, ovvero seguendo anche il programma olistico della Spa, ma un’altra parte, in forte crescita, sceglie la ristorazione dello spazio benessere al di fuori di una specifica cura, come alternativa al classico ristorante>. Per rispondere a questa domanda crescente, il servizio alberghiero dispone di tre dietiste che affiancano il maitre e seguono personalmente la clientela.

<Il lavoro delle dietiste – spiega Carmen Moretti - è una forma di “educazione” all’alimentazione e al gusto personalizzata sulla base degli obiettivi fissati con lo staff medico. Ed è interessante sapere che questi obiettivi non sono più legati al concetto del dimagrimento, bensì ad un concetto di benessere fisico e mentale, che viene recuperato anche attraverso la dieta alimentare>.