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E’ Natale, credenti e agnostici brindano alla festa sperando che qualcosa cambi. In meglio

Natale è una benedizione di Dio per produttori e distributori di spumante e Champagne. Anche di altro, ma per il vino brioso e spumeggiante il legame ha qualcosa di particolare: bevendone, ogni persona di fede o agnostica che sia inneggia alla festa, osanna la gioia di vivere, si dà coraggio, investe nel futuro sperando che qualcosa cambi. In meglio. Tanto basta a spiegare perché proprio in concomitanza con le feste di fine anno, il consumo della bevanda preferita da Bacco s’impenna. Il che accade anche in tempi magri come quelli di questi ultimi anni.

Sebbene le statistiche dell’oggi rivelino ancora rallentamenti della domanda domestica, resta pur sempre il fatto che tra Natale e Capodanno in Italia si stapperanno da 70 a 80 milioni di bottiglie di questo nettare: oltre un terzo della produzione nazionale, come dieci, venti e trent’anni fa. Alla faccia della destagionalizzazione, fenomeno che evidentemente non va di moda da queste parti per la semplice ragione che la Penisola ha una tale ricchezza e varietà di vini, per cui il consumatore nostrano reagisce diversamente, chessò, dal suo omologo tedesco, o inglese, o altro ancora.

Dopo la Befana sapremo con maggiore precisione come si sono mosse le lancette del business, ora però qualcosa che fa pensare positivo lo abbiamo già sotto mano. Basti vedere i flussi relativi all’export di spumante made in Italy cumulati nei primi dieci mesi dell’anno: +25% il

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Dove non ci sarà bisogno di aspettare gli sconti è sui prodotti di nicchia e di alta qualità. Uno per tutti è il vino di Dom Perignon, l’antica maison di Hautvillers che ha legato il proprio nome al geniale abate inventore dello Champagne. A lui si ricollega l’odierno chef de cave Richard Geoffrey, capace di inventarsi stagione dopo stagione millesimati da antologia che lasciano il segno anche tra i “nasi” più esigenti. È il caso del Rosè 2004 al quale si è ispirato l’artista Jeff Koons nel realizzare una edizione limitata di “balloon Venus for Dom Perignon” (foto).

Sarà per tutto questo e altro che <anche quest’anno – dice a “TerraNostra” l’a.d. della sede italiana di Dom Perignon, Marco Ravasi – tutte le nostre limited edition sono state vendute per tempo. Compresi numerosi esemplari di “balloon Venus by Jeff Koons>. Un regalo esclusivo da 15mila euro a pezzo. Della serie, a Natale ci si vuole bene: anche i ricchi fanno Prosit.