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Come e perché il turismo ha riscoperto e ridato vigore all’antica Ortigia (Siracusa)

Gli acuti graffianti del sassofono di Ed Wynne e della chitarra di James Owens squarciano la quiete che fino a pochi istanti prima dominava l’arena di Ortigia antistante il Castello Maniace che ospita il XII° Blues & Wine Festival. Il luogo è magico di suo e le ombre argentate della sera che scende veloce lo rendono ancora più misterioso, come se non bastassero i segreti accumulatisi in mill’anni di sentinella all’antico porto della capitale della Magna Grecia, Siracusa.

In quest’angolo di terra circondato da un mare di storia, la band di Joe Castellano fa vanto della propria bravura, con tanto di protagonisti e interpreti del miglior #blues internazionale in circolazione. A cominciare dalla potente e calda voce di Gordon Metz o quelle struggenti di Sharrie Williams e Laeh. Ma è tutto il gruppo di sedici straordinari elementi (tra cui David  Leach alla percussione e Omar Peralta alla tromba) che sulle note di “Let me try again” e “The king is alive”, composizioni dello stesso Castellano, a travolgere l’uditorio plaudente e senza età. Mentre tutt’intorno è un dolce infrangersi di onde e di profumi che sanno di mare e note speziate che fluttuano da tavolo a tavolo dei ristorantini che popolano il budello della rinata Ortigia.

Già. È passata solo una manciata di anni, da quando il visitatore non vedeva che case e palazzi fatiscenti puntellati da sostegni incastonati tra un muro e l’altro. E una selva di cartelli “vendesi” che ne rivelavano il desolante abbandono, nonostante il ricco carico di storia a volte millenaria.

Ora, invece, quegli avvisi si sono fatti più radi, segno che qualcosa è cambiato. In meglio. Il mio amico Joe dice che sono molti gli stranieri che negli ultimi anni hanno comprato casa a Ortigia: hanno cominciato gli inglesi, da sempre attratti dalla #Sicilia, quindi gli americani e pure dei tedeschi. Per certo, nelle linde stradine affollate di turisti multilingue è tutto un fiorire di attività. Non pochi i palazzi aristocratici ristrutturati, a cominciare da quelli che si affacciano su piazza Duomo, con le facciate barocche illuminate a giorno: all’interno abitazioni privati ma anche musei, librerie o luoghi d’incontri pubblici.

Tante le finestre animate e i balconi addobbati di fiori e rampicanti: segno inequivocabile di una vitalità ritrovata. Anche se <molto altro si può e si deve fare per promuovere il #turismo in Sicilia nel mondo>, commenta Joe Castellano. Che da bluesman di razza qual è, s’è inventato questo evento musicale di Blues & Wine, divenuto un appuntamento estivo imperdibile; e da siciliano doc ha dato vita anche a un sito – www.bluesandwine.com – diventato una finestra aperta che racconta quanto e come la sua terra è in grado di offrire al turista italiano e internazionale. Racconti di cose belle e, a volte, anche scomode a quanti hanno il potere di fare scelte che incentivino nuove iniziative. Ma che spesso restano solo parole o buoni propositi.

Solo allora comprendi perché arrivando in volo a Catania, non è tanto la mancata consegna del bagaglio imbarcato a disturbarti, che certo non dipende dallo scalo di arrivo, quanto il fatto che dovendo aspettare in aeroporto un tot di ore, non ci sia una sedia che sia una dove poterti accomodare. Non perché già tutte occupate, ma perché non sono state mai messe.