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A Montalcino si torna a comprare vigneti – Carpineto acquista al passo del Lume spento

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Il toponimo ha tutto per essere il titolo di un romanzo “noir”. In realtà “Il passo del Lume spento” è solo una località agreste sulla strada che da Montalcino sale fino a 630 metri, per poi scivolare dolcemente verso Paganico, fino alla costa di Grosseto. La storia del “Lume spento” la racconterò un’altra volta, quando avrò scritto ciò che mi ribolle in testa.

Ora, invece, voglio dire del passaggio di mano che è avvenuto in questo ultimo fine settimana, quando Antonio Zaccheo e Giovanni Sacchet, soci in affari con l’azienda vitivinicola Carpineto di Greve in Chianti, hanno firmato nello studio di un notaio senese l’acquisto di una tenuta di 53 ettari con annessi immobiliari, cantina e coltura mista fatta di vigneto, uliveto, seminativi e bosco che non può mancare mai in ogni tenuta che si rispetti.

logo Carpineto
A vendere è stata una famiglia lombarda che, detta in soldoni, alla fine si è lasciata conquistare dall’offerta pervenuta da Sacchet e Zaccheo che da anni monitoravano il territorio ilcinese per una eventuale operazione.

In realtà era da un bel po’ di tempo che a Montalcino non si segnalavano acquisti di tenute agricole, soprattutto sul versante Ovest, quella che guarda verso l’Amiata e il mare. Se ora si ricomincia è perché i tempi dell’economia stanno girando al meglio e la domanda di proprietà fondiarie sta tornando a guardarsi intorno. Sospinta anche dal fattore prezzo che, pur cavalcando l’onda del buon andamento del vino Brunello, non ha ancora toccato i picchi di qualche anno fa. Pur restando più elevati rispetto ad altre aree geografiche.

Non a caso, alla domanda sul costo dell’operazione in questione, Zaccheo evita di scendere nei dettagli, ma aggiunge: <Il doppio di quello che avremmo potuto pagare in un’altra zona della Toscana>. Aggio che i due titolari della Carpineto hanno evidentemente sostenuto, sia pure a malincuore, per poter chiudere il cerchio a un progetto imprenditoriale  che risale dall’origine del loro sodalizio, nel 1967, quando decisero di ambire ad avere presidi produttivi nelle tre grandi Docg toscane: Chianti classico, Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino.

<Per noi – spiega Zaccheo – questo investimento ha una valenza fortemente strategica. È un sacrificio in termini di costi che facciamo volentieri perché finalizzato a dare solidità e ampiezza alla nostra offerta di prodotti. A oggi siamo presenti con nostri vigneti e strutture produttive a Greve in Chianti, a Montepulciano e in Maremma. Non avevamo ancora nulla a Montalcino, anche se da tempo abbiamo in portafoglio Brunello che acquistiamo e imbottigliamo presso vignaioli di fiducia. L’obiettivo era di arrivare ad avere il controllo totale della filiera. Cosa che faremo con questo nuovo acquisto>.

La società Carpineto dispone di 350 ettari di vigneti, cinque cantine tutte in Toscana, produce tre milioni di bottiglie per il 91% esportate, di cui il 40% nel Nord America. Il fatturato 2014 è stato di 13 milioni di euro.