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Roma “città aperta” elogia le virtù della “bagna caoda”

Roma elogia le virtù della “bagna caoda” (o “càuda”).

L’occasione è stata una serata speciale, l’ottava della serie, organizzata dalla comunità dei Piemontesi della Capitale al Crowne hotel di Roma, in collaborazione con l’Associazione Culturale Ca dj’Amis di La Morra presieduta da Claudia Ferraresi. Non poteva ovviamente mancare la Confraternita della “bagna caoda” di Faula, severa interprete e custode dei principi che ispirano questo piatto tipico della cucina piemontese.

Bagna càoda
Per la verità, la bagna caoda più che un piatto è una salsa. La si ottiene dalla mescolanza di aglio e acciughe opportunamente pestati in un mortaio, con aggiunta di tanto olio di oliva extra vergine. Talune variazioni prevedono anche l’uso di burro, latte, noci.

Originaria dei territori di Langa, piuttosto che dell’Astigiano, del Roero e Monferrato, essa è comunemente considerata prodotto “povero” della civiltà rurale piemontese. Povero per modo di dire, perché basta un tocchetto di bagna caoda servita ben calda e, voilà, il gioco è fatto. Soprattutto se la si consuma per intingerci verdure cotte e crude. Provare per credere.

A Roma se ne sono ampiamente convinti i fortunati partecipanti alla festosa serata deliziata da manicaretti preparati dai cuochi dei ristoranti Duca Bianco di La Morra e del Crowne hotel. Il tutto innaffiato da vini giovani e freschi Piemontesi, con un finale a sorpresa riservato alla lettura di un sonetto di Giovanni Goria, avvocato e accademico della Cucina italiana, dedicato alla “bagna cauda”.

<E’ per tutti quelli che la amano e la capiscono

<E’ bandiera della cucina del carattere piemontese

<E’ onore e ricordo della civiltà contadina dei nostri padri vignaioli

<E’ il cibo rituale e corale della fraternità e dell’amicizia

<E’ la ghiotta delizia del nostro gusto tradizionale>.

Insomma, se qualcuno ha ancora dei dubbi, l’autore osserva che la bagna caoda

<Non è un piatto rozzo e pesante, anzi è naturale e sano

<L’aglio non fa male, al contrario è benefico

<Non è l’odore dell’aglio che rende scostante una persona intelligente e libera, ma solo la sua stupidità e prevenzione>.

E se proprio c’è chi non ne vuole sapere, sappia che l’alito di aglio

<Va via con una bella passeggiata in campagna>.