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Vino, da Bolgheri al Collio tornano gli investimenti nella terra e in cantina

2019-04-13-cantina-masseto-la-barricaia

masseto-3Che sotto la vecchia casa colonica restaurata ci sia una cantina, di quelle dove tutto il processo di vinificazione avviene per caduta, lo si scopre solo varcando l’ingresso dell’opificio.
Dalla sommità delle scale, lo sguardo impatta veloce sui caratelli ben allineati, e altri a riempire gli angoli più reconditi della poliedrica costruzione completamente interrata sotto la collinetta di Masseto. Nome di vino e di azienda che ci porta in quel di Bolgheri, più precisamente nella tenuta Ornellaia del gruppo Frescobaldi.
Fosse vuota, la grande sala dalle pareti di cemento e fughe rettilinee in chiaroscuro fa pensare a un caveau di banca colmo di oggetti preziosi. Ipotesi non proprio peregrina, considerato che le barrique e le pile di bottiglie affrancate alle pareti della sala attigua contengono vino che vale tanto oro quanto pesa.
Quanto? Dipende dai 15 négociant de La Place de Bordeaux che dal 2006 hanno l’esclusiva della vendita di una parte delle 30-35mila bottiglie prodotte ogni anno. E ancor più dai danarosi collezionisti che si contendono la restante parte a suon di rilanci nel corso delle aste internazionali.
cantina-masseto-2Il vino, appunto, è il Masseto prodotto da uve provenienti da una macchia di sette ettari in cui affondano le radici dei vigneti di Merlot tutt’intorno alla casa colonica, formalmente all’interno della tenuta Ornellaia, ma da essa ben distinti. Per motivi gestionali e, in particolare, per l’unicità del composto di argilla blu di quei sette ettari, capace di trattenere più a lungo i residui di umidità che le viti assorbono nel corso dell’anno.
Per realizzare la cantina firmata dagli architetti Hikaru Mori e Maurizio Zito, ci sono voluti un paio d’anni e una spesa stimata sui sei milioni di euro. Tanti, in rapporto al numero di bottiglie prodotte di un qualsiasi altro vino. Non certo per il Masseto, per il quale “questa cantina – rimarca il Ceo del gruppo Giovanni Geddes, rappresenta la vera casa di un vino di successo che ha radici in un lembo di territorio unico e ben definito”.
Riferimento al territorio circoscritto che lascia intuire una non troppo lontana apertura all’opzione Bolgheri Masseto, identità che rimanda a quanto fatto in origine per il Bolgheri Sassicaia, altro nome eccelso dell’enologia nazionale prodotto dagli Incisa della Rocchetta nella tenuta San Guido, peraltro poco distante da Ornellaia.
Ipotesi a parte tutta da valutare, dato che Bolgheri è una Doc e Masseto è un Igt, resta il fatto che nonostante le problematiche economiche del Paese si riflettano sui listini fondiari della Penisola, da almeno un quinquennio in curva discendente, la terra del Bolgheri Doc continua a stimolare l’attenzione di quanti in quell’angolo d’Italia vogliono mettere radici.
Come ha pensato di fare, ultimo in ordine di tempo, l’imprenditore lombardo Ambrogio Cremona Ratti, già titolare della tenuta Sette Cieli a Monteverdi Marittimo con 10 ettari di vigneti su un totale di 87 dell’intera proprietà.
Lo ha fatto rilevando dalla famiglia Pavoletti 32 ettari di terreni di cui 5 vitati a Bolgheri Doc a Santa Maria, poco distante dalla proprietà Ca’ Marcanda del piemontese Angelo Gaja. Acquisto e solenne promessa dello stesso Cremona Ratti di ampliare l’investimento fatto, giacché “dopo essere stati per tanti anni accanto a questa prestigiosa Doc, ora siamo pronti a coglierne tutte le opportunità a portata di mano. Compresa la possibilità di avviare anche qui, e in regime di agricoltura biologica, la produzione di un vino di altissima qualità fedele espressione del territorio”.
moretti-polegato-giancarlo-con-figlio-e-_Un progetto non dissimile per strategia e filosofia d’impresa da quanto portato a termine in altra parte della Penisola da Giancarlo Moretti Polegato (nella foto al centro, tra il figlio e il direttore della cantina), presidente di Villa Sandi di Crocetta del Montello. Il quale al recente VinItaly ha ufficializzato l’acquisto dalla famiglia Folonari della tenuta friulana Borgo Conventi: 30 ettari di vigneti Doc Collio e Isonzo con una produzione già attiva di 300mila bottiglie l’anno.
Anche in questo caso un’operazione che si caratterizza per l’alto profilo d’immagine che , come ha dichiarato lo stesso Moretti Polegato, “corona un sogno per chi come noi è guidato dalla ricerca della qualità e dell’eccellenza, nel rispetto delle identità territoriali”.

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