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San Vito lo Capo, ombelico del mondo del Couscous e l’italianità di Paco che nemmeno Salvini può togliergli

sicilia-baia-di-monte-cofanoDice di dovere tutto all’Italia, agli italiani e alla cucina italiana. Una ragione più che sufficiente per essere “fiero della mia italianità, a cui non intendo rinunciare e che neppure Salvini potrà togliermi”.
Ndaye Alioune Badara, 38 anni, lunghi anni su e giù per l’Italia prima di diventare ristoratore, una moglie finlandese, quattro figli e, da pochi giorni, vincitore del premio giuria Popolare per un suo piatto presentato al #CousCous Fest 2018 di San Vito lo Capo, in Sicilia, si racconta con forza, passione e un sorriso che conquista (foto apertura, l’incantevole baia di Monte Cofano,San Vito lo Capo).
“Sono figlio di un paese lontano, il Senegal, vivo in un altro paese lontano, la Finlandia, ma sono fiero di dire che mi sento italiano dalla testa ai piedi. Sono arrivato che avevo vent’anni, ho fatto il vu cumprà, il garzone di bottega. Ho lavato piatti a non finire, cosa che mi ha avvicinato alla ristorazione. Di qui la selezione e l’accesso alla Scuola di cucina di Alma della Reggia di Colorno, sotto la guida del grande Maestro Gualtiero Marchesi, che ho potuto frequentare grazie anche a una borsa di studio della Cassa di Risparmio di Parma.
“Ora vivo nel paese più a nord del globo, dove porto avanti il progetto Pasta Fabbrica che mi fa sentire ambasciatore della cucina italiana in quel paese. Per tutto questo, sento di dire che nessuno, ma proprio nessuno può privarmi della mia italianità”.
cuoco-paco-con-piatto-senegalUn racconto che è amore e riconoscenza all’Italia e agli italiani quello di Ndaye Alioune, detto Paco (foto accanto), che cattura l’attenzione dell’ascoltatore, come pure dei suoi colleghi ristoratori presenti al CousCous Fest Sanvitese, di fatto l’ombelico del mondo per parlare, gustare, confrontare ricette e far conoscere sempre più il couscous, definito “cibo della pace” originario delle popolazioni berbere e sempre più diffuso a livello internazionale.
L’edizione 2018 – dal 21 al 30 settembre – ha visto la partecipazione di dieci paesi in gara, oltre a contributi culturali, expertise, cooking show di maestri ristoratori italiani ed esteri: uno per tutti, il tre stelle Michelin Norbert Niederkofler che ha tenuto una vera e propria lectio magistralis sul suo percorso personale di cuoco che ha incantato il folto pubblico accorso al PalaBia di San Vito lo Capo.
Un evento di caratura internazionale, certo, in cui i candidati preparano la propria ricetta a base di couscous alternandosi e aiutandosi vicendevolmente ai fornelli. Talché il sindaco della cittadina siciliana Giuseppe Peraino, dando il via alla gara, ha tenuto a sottolineare genesi e natura della competizione “fatta di amicizia, accoglienza e solidarietà tra popoli, senza distinzione di fede, razza e colore”.
Amicizia, accoglienza, solidarietà. C’era tutto questo nelle parole di Paco e nei piatti che hanno dato corpo all’evento in sé, peraltro ramificato in due tronconi con altrettante giurie – Tecnica e Popolare – e giudizi finali decisi sul filo dei decimali, a segnare l’elevato valore della competizione.
cuochi-delegazione-tunisia-e-lo-statunitense-marc-mrphyEcco allora che sul fronte tecnico-professionale, la giuria presieduta dalla brava e profonda conoscitrice di alimentazione, Fiammetta Fadda, ha assegnato la vittoria per il miglior piatto alla specialità “Mare Nostrum” della Tunisia (cuoco: Nabil Bakouss del ristorante Joia di Milano), quella per la migliore presentazione alla proposta dell’israeliano Moshe Basson (ristorante Eucalyptus di Gerusalemme) e quella per la Salute e benessere al sorprendente piatto “Sapori di mare” a base di alghe e privo di grassi firmato dello statunitense Marc Murphy della catena Benchmarc restaurants. (foto accanto, i cuochi della delegazione tunisina con lo statunitense Murphy)
La giuria Popolare, composta da visitatori paganti della manifestazione, ha premiato – come già detto – il piatto del Senegal, appunto quello proposto dall’intraprendente Paco, la cui storia ha confermato i valori dell’appuntamento Sanvitese, quale “pretesto per parlare di pace e solidarietà”. Ma anche formula ludica capace di attirare l’attenzione dei turisti che, per stare a quanto detto dal rappresentante dell’Assessorato regionale al Turismo, “è in grado di allungare la stagione turistica bel oltre l’estate, coinvolgendo migliaia di presenze provenienti da ogni dove”.
e-mail: basile.nicola@libero.it; ndbasile48@gmail.com