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Con tremila capi di 60 razze il mondo equestre si dà appuntamento a Verona per la più antica fiera dedicata al cavallo

 Fieracavalli ippicaRetaggio di antiche usanze e consuetudini mercantili germogliate al tempo di Comuni e Signorie, ancora oggi in Italia sono tante le città di ogni ordine e dimensioni che si tramandano eventi dedicati ad attività primarie, con protagonisti bestiame e animali domestici. Cavalli in testa.

Tra queste, Fieracavalli di Verona costituisce un punto fermo nella panoramica espositiva nazionale e internazionale. Un ruolo che nel tempo è andato sempre più in crescendo e che le deriva non solo e non tanto dalla longevità che la contraddistingue: la prima edizione risale al 1898, sicché quella in calendario a Veronafiere dal 10 al 13 novembre prossimi è la 118° della serie. Quanto dalla capacità di interpretare passioni ed esigenze dell’oggi, senza tradire le tradizioni passate. (www.fieracavalli.it)

Tutto nel solco della cultura millenaria dell’uomo, per cui il cane è amico fedele e il cavallo suo braccio destro nel lavoro e altre attività quotidiane.

Considerazioni che il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, esplicita nel corso della presentazione dell’edizione 2016, sottolineando il fatto che Fieracavalli ha “accompagnato l’evoluzione di un settore che ha visto il cavallo passare da strumento di lavoro nei campi e mezzo di trasporto, diventare sempre più ‘compagno’ di sport e di viaggio”. Una passione che coinvolge un po’ tutti, dai più giovani ai più anziani.

Fieracavalli foto carrozzaAl punto che oggi l’evento scaligero, ancorché meta preferenziale per bambini e famiglie al completo, per i quali sono in programma appositi spettacoli e iniziative ludiche, coinvolge schiere di persone, personaggi e professioni che rappresentano in modo trasversale la società. Come peraltro dimostra la presenza a Fieracavalli 2015 di oltre 160mila visitatori, di cui 21mila stranieri di 80 Paesi. E tanto basta a tenere viva l’attenzione anche per questa 118° edizione.

Ecco allora gli allevatori (5mila aziende e 19mila unità in Italia, con 48mila lavoratori diretti e 400mila capi censiti, di cui 20mila di razza araba, 10mila iberica e 10 mila americani) che a Verona giungono copiosi da mezzo mondo: 760 gli espositori di quest’anno che metteranno in vetrina più di tremila cavalli di 60 razze diverse. Ecco il business che coinvolge una miriade di attività, attrezzature, prodotti e complementi dedicati  al mondo equino, per non dire dell’alimentazione, cura e salute del cavallo.

Veronafiere pres.Maurizio DaneseCome a dire che c’è tutto un mondo dietro Fieracavalli. Tanto da farne una cifra imperdibile, secondo il presidente di Veronafiere Maurizio Danese (nella foto), che spiega per come e perché l’appuntamento “da più di un secolo esplorare da vicino il rapporto esistente tra uomo, cavallo e territorio”, in quanto “momento di ampia visibilità e testimonianza attiva di promozione per tutto ciò che ha a che fare con il mondo equestre”.

Motivo per cui anche in questa edizione, aggiunge Danese, “continuiamo a investire sul binomio turismo e sport, in quanto leve basilari per uno sviluppo sano della filiera allevatoriale e tutela della biodiversità equina nazionale, che annovera ben 25 razze riconosciute».

Già, il binomio sport e turismo che a Verona ha trovato, edizione dopo edizione, sempre più spazio. Al punto che Fieracavalli è stata inserita come tappa fissa nel circuito di gare sportive nazionali e internazionali, com’è nel caso della Coppa del mondo di salto a ostacoli (è in programma la 16° edizione di Jumping Longines Fei World Cup by Bmw); come pure punto di partenza del progetto “La Valigia in Sella”, con il quale Veronafiera e Touring Club Italiano sono promotori di una forma di turismo equestre a contatto con la natura che sta prendendo sempre più piede nella Penisola.