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Granarolo rileva il controllo di Fattorie Giacobazzi ed entra nel business dell’aceto balsamico di Modena

Il latte è il suo forte. Se poi vi si guarda al portafoglio prodotti che ha, in particolare alla coda di yogurt, latticini e formaggi freschi e duri ,ecco che il nome Granarolo diventa il gigante che è della filiera lattiero casearia made in Italy. Un gruppo con prodotti e marchi prestigiosi (da Yomo a Pettinicchio, da Accadì a Prima natura bio, da Ferruccio Podda a… per un fatturato 2015 di 1,08 miliardi di euro, 70 milioni di Ebitda e 18 di risultato netto.

Non contenti di questo, ecco che ora arriva anche l’aceto balsamico di Modena. Il che potrebbe disorientare alcuni, ma solo per un momento. Una semplice riflessione e subito si comprendere che l’acquisto del 66% ufficializzato ieri delle Fattorie Giacobazzi, storico produttore di aceto balsamico, oltre a essere un atto di diversificazione del business, è anche un atto di rispetto per la terra dove Granarolo è nata come consorzio nel 1957.

Con questa operazione (adviser Euromeeger Italia e studio legale EySlt, per Granarolo, e Withers per Giacobazzi, Pwc per la due diligence) e grazie alla presenza di Giacobazzi in due grandi mercati come Usa e Gran Bretagna “Granarolo – spiega il presidente Giampiero Calzolari – puntaa una crescita del business dell’aceto balsamico di Modena Igp innanzitutto nei mercati americano e inglese, dopo di che confidiamo di poter portare questo grande prodotto anche in altri mercati in cui il gruppo é già presente”.

Per Angelo Giacobazzi, presidente delle Fattorie, il matrimonio con Granarolo “rappresenta una opportunità che consente alla nostra azienda, nata da una felice idea di nostra madre, di crescere ulteriormente, ampliando il business sia in Italia, sia all’estero”.