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Vendemmia d’Artista, il Carisma di Ornellaia interpretato da W. Kentridge

di Giulia Maria Basile
Ogni vendemmia è una storia a sé, e il suo vino non è da meno. Anche per questo produrre nettare di qualità e interpretarne il carattere è un’arte. Se poi a veicolare quest’arte è un’opera di ricercata fattura, stiamo parlando di Vendemmia d’Artista, il progetto di Tenuta dell’Ornellaia giunto alla decima edizione e divenuto un vero punto d’incontro tra arte e vino nelle sue espressioni più elevate.
william-kentridge-ornellaia-vendemmia-dartista-2L’edizione 2018, che corrisponde al trentesimo anniversario della Tenuta, è stata presentata nell’elegante cornice di Palazzo Serbelloni a Milano ed è un tutt’uno con il nome scelto per l’annata 2015, Carisma. A questo si è ispirato l’artista sudafricano William Kentridge (foto accanto) nel realizzare l’opera che Tenuta dell’Ornellaia metterà all’asta battuta da Sotheby’s, e il cui ricavato sarà dato in beneficenza al Victoria & Albert Museum di Londra.
Istituita nel 2009 per volere del presidente della Tenuta Ferdinando de’ Frescobaldi, esponente di una famiglia da sempre amante e sostenitrice dell’arte e della cultura, l’iniziativa prevede la scelta da parte di un team di esperti di un artista contemporaneo che interpreti con la sua opera il carattere predominante dell’annata. Quello di Ornellaia 2015 è appunto il Carisma: “Come nelle persone – osserva Axel Heinz, winemaker e direttore della casa vinicola – così nelle annate e nel vino il carisma è la qualità naturale di chi si impone senza forzature né ostentazioni”, sottolineando come “il senso di ovvietà con cui tutto ciò accade sia un pregio: è un’evidenza, una percezione che non necessita di spiegazioni logiche”.
Lo stesso si può ben dire di William Kentridge, artista poliedrico che nel corso della propria carriera si è distinto per l’estro allegorico e l’universalità dei concetti che rappresenta. La sua tecnica di animazione del disegno a carboncino ha fatto scuola e le sue doti di scultore, filmaker, scenografo e regista teatrale, lo hanno reso una delle personalità artistiche più dinamiche e riconosciute a livello internazionale.
Molto presente anche in Italia, basti pensare alla risonanza che ha il fregio temporaneo Triumphs and Laments (2016) realizzato sul Lungotevere: attraverso la studiata rimozione dello sporco accumulato negli anni sui muraglioni, Kentridge ha dato vita a una processione di figure umane che rappresentano trionfi e disastri della storia di Roma, da Romolo e Remo al richiamo de La Dolce Vita felliniana.
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ornellaia-ferdinando-frescobaldi-pres-e-giovanni-geddes-da-filicaja-adProtagonista di questa edizione di Vendemmia d’Artista è invece il lavoro umano nelle vigne, un tema caro all’autore così come al marchese Frescobaldi (foto, a sx con accanto all’ad Geddes), che considera “il territorio stesso un’opera d’arte, che gli agricoltori mantengono tale con fatica e dedizione”. Non per niente, durante la sua prima visita in azienda a Bolgheri, “Kentridge ha voluto incontrare le persone che vi lavorano, per immergersi nel luogo e soprattutto nell’impegno umano che c’è sempre dietro alla preparazione di un buon vino” – ha ricordato l’amministratore delegato di Ornellaia, Giovanni Geddes de Filicaja.
Non sorprende, quindi, che l’artista abbia scelto di restituire attraverso l’opera proprio le dinamiche del fare vino, gli strumenti e la fatica quotidiana, la vendemmia e la passione. Opera che consiste in una Salmanazar adornata da un cilindro nel quale si riflettono le figure deformate disegnate sul tavolo su cui poggia, e per realizzare la quale Kentridge ha utilizzato la tecnica alquanto complessa dell’anamorfosi.
Molto in voga durante il Rinascimento, questa tecnica si avvale dell’illusione ottica generata dalla distorsione prospettica delle immagini rappresentate sulla superficie piana che, riflesse sulla curva del cilindro, appaiono all’osservatore nelle giuste forme e dimensioni. Ma come spiega Bartolomeo Pietromarchi, direttore del Maxxi Arte di Roma e curatore del progetto Vendemmia d’Artista, “per capire appieno il senso dell’opera di Kentridge bisogna girarci intorno: in questo modo, le figure creano movimento e danno vita a una danza della vendemmia che si anima intorno alla bottiglia”.
Un’opera che oltre alla Salmanazar, pezzo unico, comprende 111 bottiglie in grandi formati con etichetta creata e firmata dall’artista sulle pagine di antichi libri trovati nei mercatini dell’usato. Il tutto suddiviso in lotti che saranno oggetto dell’asta benefica da Sotheby’s il 23 maggio a Londra. A tutt’oggi sono oltre due i milioni di euro che Vendemmia d’Artista ha potuto devolvere a enti museali di grande prestigio, tra i quali Guggenheim di New York, Poldi Pezzoli di Milano, H2 Foundation di Hong Kong e Shanghai, Neu nationalgallerie di Berlino.
Quest’anno sarà la volta del Victoria & Albert Museum di Londra diretto da Tristam Hunt, le cui collezioni d’arte vantano una varietà tanto unica quanto preziosa.
Un connubio, quello di Vendemmia d’Artista, partito con l’Esuberanza resa da Luigi Ontani nel 2006 e passato attraverso, tra gli altri, l’Energia di Rebecca Horn (2008), la Celebrazione di Michelangelo Pistoletto (2010), l’Incanto di John Armleder (2012)… Oggi approda al Carisma interpretato da William Kentridge, che grazie alla sua espressività creativa riesce a trasmettere questa componente fondamentale non solo dell’annata 2015, ma di tutto l’impegno e la dedizione della Tenuta dell’Ornellaia.