
EVENTO DI CHIUSURA
Nella foto: Gianni BATTAIOLA, Maurizio ROSSINI, Franco IANESELLI, Paola IAMICELI, Maurizio FUGATTI, Federico SILVESTRI, Mirja Cartia D’ASERO, Fabio TAMBURINI, Filomena GRECO Restituire ai giovani la speranza nel futuro. Come? Parlando di mercati, nuovi poteri e farlo con impegno, coraggio e ambizione. Tre aggettivi rimbalzati di voce in voce tra i relatori che ieri, nell’auditorium del Museo delle Culture (Mudec) di Milano, hanno illustrato l’intenso programma che caratterizzerà dal 20 al 24 maggio prossimi la XXI° edizione del Festival dell’Economia di Trento organizzato da Gruppo Il Sole 24 Ore e Provincia autonoma di Trento.
Ed è proprio “Mercato, nuovi poteri e speranze dei giovani” il titolo che farà da filo rosso per i trecento e passa eventi in calendario, a cui parteciperanno ben oltre 700 relatori provenienti da tutto il mondo. Temi di grande attualità e dal forte impatto collettivo, tenuto conto della pesante e tragica realtà geopolitica dell’oggi. Da cui gli organizzatori del Festival trentino non solo prendono le distanze, ma si fanno portatori di iniziative e buoni propositi per un futuro migliore, dove ognuno possa esprimersi e conseguire il meglio, alimentando speranze da lasciare in eredità alle nuove generazioni.
Un futuro che non sia quello che oggi vediamo prevalere. Laddove, come ha osservato aprendo i lavori il direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini, “cinque big tech (Nvidia, Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon in ordine di fatturato) hanno un peso economico equivalente a quello dei 27 Paesi dell’Unione europea, con la differenza che in questi Paesi ci sono delle democrazie, per quanto imperfette, mentre le cinque grandi aziende tecnologiche sono guidate da cinque amministratori delegati che hanno in mano i destini del mondo senza essere sottoposti ad alcuna verifica democratica”.
Una questione certo difficile da interpretare e comunque non di semplice soluzione. Come lo sono mille altre problematiche che al Festival di Trento saranno oggetto di attenzione, analisi, considerazioni da parte di eminenti premi Nobel, professori di economia, esperti di finanza, studiosi del lavoro, scienziati del diritto, con interventi di rappresentanti di associazioni sindacali, dell’industria, agricoltura, servizi, tecnologie, energia, della cultura.
Insomma, un potpourri di argomenti sensibili come lo sono la guerra e la pace, lo splendore e la morte del diritto internazionale, il made in Italy, il turismo, la salvaguardia del territorio, il cambiamento climatico, il calo demografico e, va da sé, l’immancabile intelligenza artificiale condita in tutte le salse da colazione a cena. E, per finire, musica e spettacoli a go-go per un appuntamento che farà di Trento l’ombelico del mondo e delle cose che stanno per accadere. O forse sono già accadute e non ce ne siamo ancora accorti.